L’area della foresta pluviale super i 7 milioni di chilometri quadrati, anche se la zona boschiva ne occupa 5,5 milioni. Il botanico britannico Henry Bates, lo scorso secolo si divertì a catalogarne le specie vegetali presenti: ebbene, in undici anni d’intenso e assai pericoloso lavoro catalogò ben 15000 specie vegetali, convinto, oltretutto, che ce ne fossero ancora molte altre da scoprire!…Quello che maggiormente stupisce qualunque osservatore, che sia botanico, studioso, esploratore o semplice turista è che, per quanto ce la possa mettere tutta, può vedere ben poco di quella foresta! Per avere un’idea di come questa regione sia sfruttata basti pensare che solo nel 1997 l‘Amazzonia ha fornito almeno 28 milioni di mq di legname. Le precipitazioni sono molto abbondanti, superano una media di 2500 mm annui. La storia dei conquistatori vuole che i primi a navigarlo siano stati il fiorentino Amerigo Vespucci e lo spagnolo Yanez Pinzon, tra il 1499 e il 1500. La foresta è ora in pericolo, sfruttata e assoggettata ad interessi economici: il polmone verde della terra continua a restringersi e la biodiversità comincia ad essere minacciata. Oggi in Amazzonia non si fermano gli incendi che stanno devastando la foresta: questa estate sono stati 30mila i roghi registrati, con un aumento del 196% rispetto all’anno precedente. Gli incendi in Amazzonia del 2019 sono una serie di incendi boschivi accaduti in parte della foresta amazzonica, in America meridionale.. Secondo l'Istituto nazionale di ricerche spaziali (INPE) al 20 agosto 2019 si sono susseguiti 74 155 incendi nell'area della foresta amazzonica, segnando un notevole incremento rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2018 (circa l'83%). Dagli anni 60 il principio della fine dell’immensa foresta pluviale. giacca a vento leggera, con cappuccio e impermeabile, viste le frequenti piogge. L'ultimo grande polmone della terra . L’Amazzonia è costituita da tre strato-livelli territoriali ben distinti: l’igapò, la parte bassa, che occupa il gradino più inferiore, ed è, pertanto, un ambiente anfibio, inadatto all’insediamento umano essendo costantemente pervaso da acque di scarsa profondità e popolato da piante acquatiche; un gradino più su si trova la varzea, caratterizzata da sabbie alluvionali recenti, che viene sommersa solo nei periodi di piena; all’ultimo gradino c’è la terra firme, costituita da sedimenti stabili che, milioni di anni prima, colmarono il mare interno che copriva questo immenso territori, rendendolo completamente al riparo dalle piene. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Amazzonia, il polmone della Terra. Lo scorso anno si è parlato molto della foresta Amazzonica, il c.d polmone della Terra, a causa degli incendi che l’hanno devastata. Ogni piano forma un mondo a se, anche con i suoi abitatori abituali. Alcuni indigeni purtroppo oggi si sono dotati di armi per cacciare, altre utilizzano ancora mezzi rudimentali. Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare. I rimedi a un problema spesso sottovalutato. Nel polmone della Terra, infatti, si nasconde il patrimonio della biodiversità. Il 75% degli incendi appiccati si stima che siano di natura dolosa, per consentire l’avanzata dell’agricoltura intensiva nella foresta, ma anche per far spazio a pascoli per il bestiame e alle colture finalizzate agli allevamenti. La foresta amazzonica comprende 8 stati dell’America del sud tra cui: Colombia, Venezuela, Brasile, Guyana, Suriname, Guyana francese, Bolivia e Perù. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Foresta amazzonica: il Polmone Verde della Terra da Preservare, anche per proteggerci da virus futuri by admin Posted on 20 Maggio 2020 20 Maggio 2020 Posted in Io Robot Alcuni studi dimostrano che il disboscamento della foresta amazzonica potrebbe agevolare il diffondersi di virus nel futuro, a causa di un fenomeno chiamato “zoonosi”. Purtroppo oggi è soggetto al grave fenomeno della deforestazione Perché? Solo nel territorio brasiliano si stima una perdita della foresta pluviale equivalente a oltre tre campi da calcio al minuto! In particolare, ospita: Questa regione è estremamente vasta, ma in realtà è conta solo 12 milioni di abitanti e le popolazioni sono per lo più concentrate lunghe le rive dei fiumi principali. Incendi dolosi, deforestazioni e agricoltura intensiva la stanno sconvolgendo. Insomma non si può e non si deve restare con le mani in mano. Ma chi davvero è a rischio è l’Umanità. La foresta Amazzonica, il polmone della terra, che dal Brasile e non solo regala ossigeno a tutto il Pianeta e da casa ad animali unici nel loro genere. Il Grande Polmone Verde deve restare immenso ed integro come la natura lo ha fatto, per noi e per tutte le generazioni che seguiranno che, “speriamo”, abbiano più buon senso e più spirito responsabile delle precedenti! La sua superficie appartiene per la maggior parte al Brasile, in misura minore a Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana Francese. Nella pratica il Brasile è responsabile della metà della deforestazione nell’area. L’ONU ha già espresso, da tempo, la sua preoccupazione per la salute del Grande Polmone Verde, e fortunatamente tutto il movimento ambientalista mondiale si sta dando da fare contro il depauperamento della foresta amazzonica, con costanti e ripetute azioni, proposte, progetti e rogatorie presso i governi interessati. Come combattere l’inquinamento acustico? Purtroppo della Foresta Amazzonica si sente parlare sempre più spesso a proposito della deforestazione, un’opera di distruzione che ha ridotto la foresta di oltre un quinto, causando danni ambientali e pericolose conseguenze sul clima dell’intero pianeta. Il modello di eccellenza e sostenibilità del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Tuono: il boato che segue il fulmine, la luce che si fa sentire, 1.294 specie di uccelli, tra questi i coloratissimi pappagalli, 3.000 di pesci d’acqua dolce (la quantità maggiore del Pianeta). Amazzonia brucia, il “polmone verde” della terra devastato. Viene chiamata anche il ‘Polmone del Pianeta’ perché, con i suoi 6,7 milioni di kmq (di cui il 60% si estende in territorio brasiliano) rappresenta 1/3 dell’intero sistema mondiale di foreste pluviali ed è in grado di trattiene tra 140 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio. Cosa s’intende per “polmone della Terra” ? In questi giorni la Foresta Amazzonica, il principale polmone della Terra, brucia a ritmi preoccupanti. Lo Stato brasiliano negli anni ha avviato la costruzione di numerose strade che attraversano proprio la foresta: queste infrastrutture, seppur necessarie per un mondo moderno, non hanno portato allo sviluppo della regione, ma hanno aumentato lo sfruttamento delle immense risorse del territorio. Copyright Puntodidomanda. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). La foresta amazzonica è la più grande foresta pluviale al mondo e rappresenta uno degli ecosistemi più ricchi del pianeta. Ogni piano ha una realtà botanica e zoologica ben distinta dagli altri: gli alberi del quarto piano, hanno ampie chiome intervallate perché, i tronchi, per arrivare ai 60 metri d’altezza non possono crescere raggruppati; al terzo piano arrivano le chiome degli alberi da 30 metri, assai più fitti dei precedenti che, col loro fittissimo fogliame formano una volta verde continua ed impenetrabile; al secondo piano si sviluppano gli alberi più giovani, delle specie più disparate, ma tutti ugualmente sottili per via della loro costante ricerca della luce, finendo per tappare, quindi, i pochi buchi lasciati dai piani superiori; al piano terra infine, troviamo solo piante che, per forza di cose, amano l’ombra e si sono adattate a vivere al buio, come il muschio, i funghi, la epatiche, la felci lucifughe etc. LA FORESTA AMAZZONICA – I polmoni della terra (Amazon – The lungs of the earth) [In apertura: veduta area della Foresta Amazzonica nei pressi di Manaus, Brasile. Guerriere amazzoni. Con il nome di Amazzonia si indica una vasta regione geografica dell’America Meridionale, che si estende per 7 milioni di chilometri quadrati in zona equatoriale, con clima caldo umido. La foresta è ora in pericolo, sfruttata e assoggettata ad interessi economici: il polmone […] Incendi e deforestazione minano però continuamente la vita della foresta, ed a pagarne le conseguenze siamo tutti noi. Il primo a percorrere gran parte del suo tracciato fu Francisco de Orellana che partecipò nel 1541 alla spedizione di Pizzarro, l’uomo che, tra le altre cose, distrusse l’impero Inca. stivali di gomma per le escursioni a piedi nella giungla. Le leggende tramandate da uomini sulle amazzoni riportano infatti che le selvagge guerriere si tagliavano via la mammella destra per poter meglio tendere l’arco. L’80% della deforestazione a fini commerciali risulterebbe essere illegale. Ma vediamo quale è il periodo migliore per andarci, e cosa portare con sé. La foresta amazzonica: “polmone verde della Terra” da salvare 10 Luglio 2014 L’Amazzonia è vasta quasi come gli Stati Uniti e comprende il più grande sistema fluviale del mondo: il Rio delle Amazzoni e … Com’è noto Il Rio delle Amazzoni è il terzo fiume più lungo del mondo, ma come bacino idrografico e come portata d’acqua à di gran lunga il grande ed importante. Si occupano di coltivare piccoli orti, cacciano e pescano. Proteggere la foresta Amazzonica è un dovere per l’umanità. In questa foresta si può vedere praticamente di tutto: alberi secolari, cascate, montagne e sentieri naturali. Le testimonianze artistiche dell’antica Grecia, vasi, altorilievi, le raffigurano con prosperosi seni mentre combattono le loro battaglie. Il regime delle acque è, pertanto, l’elemento condizionante di tutta la vita amazzonica, sia in senso vegetale, sia animale, sia umano. Proprio all’elevato tasso di umidità e alla frequenza delle piogge si deve la rigogliosa foresta pluviale. Le capacita' di resistenza del'polmone' della Terra sta arrivando al limite. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. La Foresta Amazzonica, che si estende dalla Colombia al Perù, ricoprendo buona parte del Brasile, è da sempre considerata il polmone verde della terra. I nove stati, esclusa la Francia per la Guyana, che comprendono l’Amazzonia, hanno sottoscritto nel 1978 un trattato di cooperazione, il Patto Amazzonico, con lo scopo dichiarato di promuovere l’economia della regione, cercando di tutelare la storia indigena del Paese. E’ insolito che si verifichino “scambi” tra inquilini appartenenti a piani diversi, succede a volte nei piani contigui, ne più nemmeno come avviene tra umani nei condomini delle grandi città. Di solito le escursioni organizzate da tour operator in questa regione sono composte da birdwatching, trekking attraverso la foresta, gite in kayak sul Rio delle Amazzoni. ... scritto il 06.02.21. Altre sono ormai quasi scomparse, e sopravvivono solo alcuni rappresentanti. Anche la Nasa, ha postato l’eloquente immagine della foresta amazzonica, catturata da un satellite, in cui si vedono fumo e deserto che avanzano. La foresta pluviale amazzonica si estende su 5,5 milioni di kmq e si sviluppa particolarmente fitta e rigogliosa nella parte settentrionale della regione amazzonica, la più vicina all’equatore. L’Amazzonia confina a nord con il massiccio della Guiana a Nord, a est tocca l’Oceano Atlantico, a ovest con la cordigliera delle Ande e a sud con l’Altopiano del Brasile. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. La foresta amazzonica rappresenta oltre la metà delle foreste pluviali rimanenti nel pianeta, e costituisce il tratto di foresta pluviale tropicale più grande e più ricco di biodiversità nel mondo. Il terreno della pianura alluvionale è costituito quasi interamente da sedimenti di sabbie e argille portati dai fiumi: L’Amazzonia gode di un clima caldo-umido equatoriale con scarse escursioni termiche; la media delle temperature è di 26°. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. ... Oltre metà della foresta amazzonica potrà diventare una savana brulla entro vent’anni, se l’effetto serra e gli incendi continueranno a minare il clima dell’Amazzonia. La continua e crescente richiesta di cibo, di terre coltivabili, di energia, di biomassa e di spazio per insediamenti urbani, sono la causa della sempre più crescente deforestazione, a cui si devono aggiungere tutte le minacce derivanti dai cambiamenti climatici causati dall’emissione nell’atmosfera di eccessiva anidrite carbonica, colpevole dell’effetto serra, del riscaldamento del pianeta, delle piogge acide. Le forme di sfruttamento del territorio perpetrate nel corso degli anni, hanno portato a risultati allarmanti, intaccando la foresta che, privata della fitta protezione della vegetazione e del suo complesso ecosistema, tende oggi a impoverire la biodiversità e diffondere fenomeni di desertificazione. Non bruciamo il polmone della terra. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Anche le foglie e i frutti che si staccano fisiologicamente dalle rispettive piante, sono intercettate dallo strato sottostante accumulandosi in mucchietti all’altezza delle biforcazioni dei rami, eccezion fatta per il frutto del Castagno Brasilero che, con i suoi quattro chili di peso, quando cade da un’altezza di trenta metri perfora ogni strato come un colpo di cannone!
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