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parole in siciliano trapanese

Dallo spagnolo "Peluquero". (Pron. Trae origine dal greco antico. Assabbinirìca) Tipico saluto di rispetto. Usato per la pasta scotta e raffreddata; 2) Fig. Senza sale, insipido. Sthrùmmalu) Tipica antica trottola siciliana. In alcune parti della Sicilia anche "Vastedda". Dallo spagnolo "Vos otros". barda 'sta vestia". Persona o in generale animale che ha subito un trauma o qualcosa di brutto e pertanto molto sospettoso, guardingo. (Pron. Beddhra Mathri) La Madonna. Termine antico per indicare la parte inferiore della camicia (quella che di solito va dentro i pantaloni). (Pron. Sporco, sudicio. Attassàri) 1) Portare sfortuna; 2) Morire di freddo. Nappa dei pantaloni, sinonimo di "Procchia". (Pron. (Pron. Vìviri) Bere, non vivere (che si dice "campari"). Riempire di falsi e untuosi complimenti. In uso a Giarre. Uccèri) Macellaio. Ciusciuliàri) Spettegolare, bisbigliare. ... (Modo ironico usato nel trapanese per indicare che alla fine è sempre la stessa persona a pagare e gli altri non se ne curano. (Pron. Gnafalèra) Persona ciarlera, pettegola, attaccabrighe. (Pron. Intercalare tipico della lingua siciliana, a volte abbreviato in " 'ncà", di etimo francese ("Donc"). (Pron. (Pron. Sthrummintiàri) Ingegnarsi con qualcosa. Arrassàrisi) Allontanarsi. Lisciabbùssu) Forte schiaffo a seguito di un rimprovero. Termine di origine araba. Lesionato. Opere in dialetto siciliano del poeta Giuseppe D'Avola 1. (Pron. (Pron. Rròcchiula) Grappolo. Portare a cottura, cuocere lentamente e far restringere fino quasi a rapprendere nella pentola. Buca, fossa sulla strada. In uso a Giarre. Fai clic per abilitare/disabilitare gli incorporamenti video. Dall'arabo "babalush". Quaràru) Pentolone. Letteralmente "impostato", si usa per definire un uomo che ha il fisico adatto per una determinata attività. In uso nel catanese. Probabilmente dall'arabo "burniya". Fòddhri) Pazzo, folle. (Pron. In uso a Giarre. Scimìnu) Semi di anice, usati in certi tipi di pane siciliano. 1) Spegnere; 2) Fig. Persona robusta ma inconcludente. martellare marzu. 1) Soffocare; 2) Strangolare; 3) Affogare; Bere da una bottiglia poggiando la bocca al buco. (Pron. Aprire le finestre e creare correnti d'aria. (Pron. Letti comodi, cucina completa di tutti gli accessori, i materiali usati per gli interni sono davvero di grande qualità. Zimmìli, zeta dolce) Grossa cesta di paglia intrecciata. 1) Limo, vegetali che rendono scivolosi moli e argini di fiume bagnati dall'acqua; 2) Viscido, colloso, melmoso per un terreno oppure sporco, unto se riferito ad una superficie. Thrùgghiu) "Lassari quacchicosa a trugghiu" significa abbandonare una cosa fatta a metà. (Pron. Mpicàri) Attaccare. es. " Scalpello. Parole italiane adoperate col significato che tali parole hanno nel dialetto (giardino = dal; siciliano iardinu) 3. In uso a Sciacca (AG). Anche riflessivo "Struppiàrisi". Bava, anche per il vento. This pesto alla Trapanese recipe hails from Trapani in Sicily, and was created as an almond and tomato-based alternative to the typical basil and pine nut version from Liguria.Serve it stirred through pasta for a speedy weeknight meal. Voce, ma anche grida. (Pron. Scantiddhàtu) Aggettivo per il pane privato del "cantiddu" e tagliuzzato. (Pron. Questi dati non verranno registrati su altri supporti o dispositivi, nè verranno registrati altri dati derivanti dalla sua navigazione sul sito. Termine tipicamente siciliano che significa "poverino!" Zittire qualcuno durante una discussione confutando la sua tesi con argomenti validi. Lett. Sapevate che l’UNESCO riconosce al siciliano lo status di lingua madre?. Usato anche come dispregiativo per chi fa male un lavoro. Fare un cenno del capo per dire di essere d'accordo. Piccolo insetto, coleottero, che danneggia i cereali secchi in magazzino. (Pron. Forse di origine normanno/austriaca "sparen". Il trattamento avrà una durata non superiore a quella necessaria alle finalità per le quali i dati sono stati raccolti. Il velo che porta la sposa sul volto, non molto usato ai giorni nostri. dal sanscrito, infermiccio, arretrato nella crescita, specie se riferito ad animali, soprattutto caprini e bovini. sproposito, grosso errore marteddu. Interni arredati con grande gusto ed eleganza. (Pron. Dichiaro di aver preso visione dell’informativa*, Bagliori di Sicilia - www.baglioridisicilia.com, Noleggio auto e sport car senza carta di credito. (Pron. Forse dal francese "rage". Confusione nei luoghi dove c'è un raggruppamento di persone. Tuttavia il rifiuto al conferimento per le finalità di cui all’art. 1) Dire; 2) Chiamare qualcuno in un certo modo. Sbalordito. Biscotto a forma di colomba con uovo sodo, dolce Pasquale, prodotto tipico di Militello Val Catania. Probabilmente dallo spagnolo "atrasar". Dolce di miele cotto, fatto in varie forme. (Pron. Una "pianta ca toppula" è una pianta col pane di terra attorno alle radici; 2) La forma che prende una manicolata di calce lanciata sopra un muro. Lazzarone. by Pietro Cociancich Leave a Comment. (Pron. 1) Piangere lamentosamente; 2) Pioggerellina leggera. In uso a Giarre. Riuscire a cogliere la migliore opportunità. Opposto all'italiano. (Pron. Piscipàinu) Materiale con cui venivano costruiti gli armadi antichi di una certa stazza. Squamare ed eviscerare il pesce dalle sue interiora. Si prega di essere consapevoli del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro sito. Nichiarìi) Sinonimo di "Nichei". Nel caso della pasta nella pentola; 2) Rovistare; 3) In forma riflessiva, "riminàrisi", smuoversi, sbrigarsi muoversi a fare qualcosa. Cafìsu) Unità di misura per l'olio. "Calari u micciu" significa abbassare il fuoco del lume. Scostare, spostare in malo modo. Avverbio temporale. Nfruscàrisi) Arrabbiarsi, alterarsi. "Sbutuliari 'na para ri angati". (Pron. Si usa nel trapanese. Parole che non hanno corrispondenza nel dialetto (stupirsi = stranizzarsi) Spesso molte parole regionali vengono usate al di fuori della regione di provenienza. Rissoso, persona che si adira facilmente, capriccioso, scontroso, presuntuoso, prepotente. Bonaccia. Iorìcu) Secondo me. Bùmmalu) Recipiente in terracotta per l'acqua. 1) Improvvisare, sparare a caso; 2) Dire cretinate. (Pron. Rrera) 1) Progenie, razza in senso figurativo. (Pron. Appizzicunèddhru) Termine spesso unito con "Vasuni", cioè bacione, indica un tipo di bacio unito ad un pizzicotto sulla guancia. Pisciarèddhra) Necessità di urinare spesso. La versione trapanese della lingua siciliana. Anche altri significati figurati. Origine spagnola "correa". 1) Strumento a vite per forare; 2) Verga elastica e sottile. (Pron. Caciara, confusione, chiacchiericcio incalzante, ressa. (Pron. La informiamo del fatto che i dati che conferirà volontariamente tramite il form verranno tramutati in una email che eventualmente potrà essere conservata all’interno del sistema di ricezione di email utilizzato dal titolare del sito. Alliccasapùni) Coltello molto lungo e fine. Letteralmente significa “piegare i panni”. Esiste con uguale significato e ortografia in spagnolo. In uso a Giarre. In uso a Giarre. In siciliano si usa anche come transitivo. 1) Uscito; 2) Fig. Geco. "T'a firi?" Sedano. Fiammifero (termine usato nel messinese). Ragazzo, nel messinese e nella bassa Calabria. Bollito. Elefante. "stagione"; 2) Più in generale, la stagione calda che prende tutta l'estate meteorologica più parti di primavera e autunno. Dallo spagnolo "Acabar". Trapanese Lyrics: If you don't speak no trapanese, you cannot talk to me / You need to know the power of a dollar, man that shit ain't cheap / We out early in the mornin, no I didn't get to sleep Accamòra) Adesso, per adesso, ora, per ora, in questo momento. Tsùbbu, zeta dura) Bastone, munito di scopa, per girare nel calderone (quarara) il latte o la lacciata per fare la ricotta. (Pron. 1) Stupito; 2) Rincitrullito, fulminato, v. "Allampatu". Ville Esclusive a Scopello, case di lusso in Sicilia, ville in Sicilia, Acconsento al trattamento dei dati personali. (Pron. (Pron. Comò, mobile grande a cassettoni per riporre biancheria o coperte. Parole siciliane quasi scomparse. Rivendita di generi alimentari. Alliccasùvari) Persona inutile. Thrùnzu) "Arristari a trunzu" significa restare, ad esempio, fermi in mezzo alla strada bloccando il traffico. 1) Al femminile, "a luci", luce; 2) Al maschile "u luci", fuoco. In uso in questo senso anticamente a Trapani. (Pron. 1) Lett. Impennare, con una motocicletta o una bicicletta. Soffrire per il desiderio di qualcosa. (Pron. (Pron. Villa Capreria – Scopello. Bonànima) Appellativo per un defunto. Allitthràtu) Studioso, professore, persona che studiato molto. Riccio, di terra ma soprattutto di mare, pescato per le pregiate uova con cui si può condire la pasta. (Pron. (Pron. In uso a Giarre. Lòfiu) 1) Debole, insignificante, di aspetto poco attraente; 2) Cretino. Cipùddhra) 1) Cipolla; 2) Scorfano rosso, specie ittica. (Pron. (Pron. Anche "cillitta". (Pron. Tipo di granchio di mare, di grosse dimensioni, colore marrone e commestibile, che presenta peluria. Omosessuale, gay. (Pron. 2. Custurèri) Sarto. Càusi) Pantaloni. Sammucàru) Abitante di Sambuca di Sicilia, o La Sammuca (vedi Toponimi). Topo, ratto. Probabilmente di origine spagnola. Scalino dell'uscio di un'abitazione. Sthracatafuttisìnni) Fregarsene altamente. (Pron. Albicocca. 1) Districare, dipanare; 2) Sbrigare una faccenda o una pratica complessa; 3) In forma riflessiva, sbrigarsi (Spirugghiàrisi). Ecco cosa ha portato a Salviamo il Siciliano! Lett. Ad es; "Pani addimuratu". Traghetto. Anche "canzi" nel nisseno. (Pron. Tipico dolce siciliano. Tipico e caratteristico personaggio popolare dai gusti particolari. Scuràri) Diventare buio, notte. Scottato da una brutta esperienza. Piritunàru) Persona che scoreggia spesso. "Crapa o vacca scrozza", capra o vacca senza corna o mancante di qualcosa. "Fari billeca". Toccare insistentemente qualche oggetto o tanti oggetti. (geografia) abitante od originario della Sicilia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è siciliano NATURA DEI DATI TRATTATI E MODALITÀ DEL TRATTAMENTO. Vanèddhra) Piccola strada di campagna, o in città, vicolo. Dal francese "couturier". "che si mette in bocca le balle". Sazzàri, doppia zeta dolce) Assaggiare. Portasfiga, jettatore, gufo. scacciapensieri, strumento tipico siciliano marredda. 1) Feudo; 2) Appezzamento di terreno in campagna. 4. Le finalità del trattamento dei suoi dati sono le seguenti: I dati da lei inviati verranno utilizzati al solo scopo di poter aggiornare il sito ed inserire il suo nome nella pagina dei ringraziamenti ed inserire il suo indirizzo mail nella newsletter per ricevere aggiornamenti di inserimento di nuove parole nel nostro sito. (Pron. Fitinzìa) 1) Sporcizia, schifezza; 2) Fig. Asìggiri) Riscuotere, specialmente lo stipendio o del denaro dovuto. Viòlu) Piccolo sentiero, specie in montagna o in campagna. Pezzo di lardo, legato ad uno spago, che un ambulante, che passava a mezzogiorno, concedeva di calare nella pentola che conteneva legumi per dargli un poco di sapore. Si usa specie per definire come sono sistemate le lumache dopo un acquazzone (a grappolo). Sciarriàrisi) Litigare, azzuffarsi. Pathriscinatùri) Addetto alla pulizie delle fogne. Carrubbèddhri) Involtini di tuma, ripieni di acciughe, impanati e fritti. Prob. 1) Culla; 2) Altalena. Scorreggia molto puzzolente che prelude alla defecazione. FINALITÀ DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI. In uso a Giarre. Probabilmente dal francese. Arruffianàrisi) Ingraziarsi qualcuno. Tipico rudere siciliano. Dente. (Pron. Duro, acerbo; 2) Sodo, duro, consistente. 1) Arancia; 2) Termine offensivo, epiteto. Nfuddhrìri) Impazzire, diventare pazzo. (Pron. Siamo arrivati come ospiti e siamo partiti come amici. Mettere inavvertitamente un piede su un escremento. In uso a Giarre. 1) Trattare malissimo, rimproverare aspramente una persona; 2) Avere una bruttissima opinione di qualcuno; 3) Rovinare volutamente un oggetto. unificata, viene immediatamente da rispondere “il siciliano -anzi il trapanese”.- Ho bevuto il latte materno mentre mi si parlava in trapanese e la lingua italiana per quelli della mia generazione e non solo è stata una seconda lingua. Antùra) Poco fa. In uso a Giarre. Nzìpitu) Insipido, sciapo, che non sa di nulla. Rica, iniziale delicata) 1) Debolezza causata dalla sensazione di fame; 2) Voglia irrefrenabile di mangiare che se non soddisfatta causa malessere allo stomaco. (Pron. Si ritrova simile in francese "cérise". (Pron. In uso nel catanese. Andato, sia come participio passato del verbo andare, sia per indicare qualcuno che non ragiona più, anche in senso figurato. (Pron. (Pron. (Pron. Allavancàrisi) 1) Precipitarsi dall'alto di un precipizio; 2) Cadere rovinosamente; 3) Buttarsi ad esempio su un divano. Probabilmente dal francese "Domage". Trae origine da "Pulici" (v.) pulce, perché luogo pieno di pulci. La variante "Gliommaru" è in uso nel nisseno. "E io pago") Si odono tra i quartieri e le strette vie dell’antica Trinacria, fino a trovare spazio all’interno d’importanti creazioni letterarie. (Pron. Urèddhra fràrici) Fare "uredda frarici" significa tenersi dentro rabbia e delusione. Persona molto tranquilla e nullafacente. Involucro di carta usato dai fruttivendoli. Frascàtuli) Tipo di cuscus dalla grana molto più grossa, "'ncucciatu cchiù rossu". Aggettivo anche per la voce. Arricògghiri) Raccogliere. In casa oppure all'esterno, magari alzata dal vento. In alcune zone anche "Manciacinu". "Atra banna" significa altra parte, altro lato. Zicchinètta, zeta dolce) Gioco d'azzardo a carte. Aèri) Ieri. Sciacculèru) 1) Chi detiene la ciaccula (v.); 2) Tipo che si mette in mostra, da colui che porta la ciaccula. Forse da "Babbu". (Pron. (Pron. Thràsiri) 1) Entrare; 2) Fig. 1) (Pron. Thròffa) 1) Mazzo, usato prevalentemente per la lattuga; 2) Pianta erbacea tagliata o strappata per intero dalla base o con le sue stesse radici. "Schippiuneddu". Lett. Le valigie degli emigranti erano di cartabballuni. (Pron. (Pron. 1) Buttare il pallone al di là del muro o in un posto irraggiungibile; 2) Nella pesca, termine usato per indicare quando l'amo si incaglia negli scogli. Panàru) Paniere, cesto di vimini, spesso usato per il pane. Anche figurato, riferito ad una persona immatura; 2) (Pron. martello martiddata. dopo uno starnuto. Le parole siciliane sono geniali costrutti dialettici, idiomi di una lingua millenaria. 1) Capezzale; 2) In generale, qualcosa vicino alla testa o a portata di mano, "a capizzu". Arricampàrisi) 1) Tornare al luogo di partenza; 2) Fig. Pipìtula) 1) Escrescenza sub linguale delle galline; 2) Fig. (Pron. Tsòccula, zeta dura) Donna di facili costumi. (Pron. (Pron. Bìfaru) Particolare tipo di fichi. (Pron. (Pron. Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti. Allibbittàrisi) Liberarsi di qualcosa. Scucìvolu) 1) Che non cuoce mai; 2) Persona che ha un brutto carattere. Significa "non lo so". Tuppèttiru) Trottola artigianale che si mette in moto con lo spago. Cuffitèddhri) Ravioloni dolci ripieni di fichi, mandorle e noci. Torrente, od un suo acclivio, in prossimità dell'abitato di Campofranco (CL). (Pron. Arnese che stringeva il muso dell’animale da soma per tenerlo calmo. Noi, prima persona plurale. Da "io dico". Assicutafìmmini) Petardo, detto così perchè lanciato a terra vicino ad una donna la fa scappare. Si trova simile in francese "ache". Lùthru) Tacchino. Zivìttola, zeta dolce) Donnicciola vispa che va civettando. Entra anche tu a far parte del mondo di SalviamoilSiciliano! significa tòrsolo. Parola composta da "Stuppari" cioè sturare e "Cessi", come in italiano. 1) Monaco, frate; 2) Attrezzo in legno di forma oblunga con contenitore in rame per contenere le braci, si usava per riscaldare i letti. (Pron. 1) Levigare; 2) Lisciare, accarezzare; 3) Fare il ruffiano per ingraziarsi qualcuno. Sciaccàtu) Lesionato. Lett. (Pron. (Pron. Eccovi allora una lista con le 10 parole siciliane da conoscere e da imparare prima di intraprendere un viaggio in Sicilia. (Pron. A Lentini, in uso la versione al femminile "sbillecca". Funnumàri) Espressione utilizzata col significato di "Dio ce ne liberi". Incaniàrisi) 1) Eccitarsi; 2) Arrabbiarsi, forse perchè si associa una persona arrabbiata ad un cane che abbaia. (Pron. Sinonimo di "Muntanara". Letteralmente "malattia zuccherina". Dai un’occhiata alle nostre ville a Scopello e Castellammare del Golfo. (Pron. (Pron. Sbinnàri) 1) Punire qualcuno con delle botte, anche fig. Parole Siciliane e Modi di Dire per trascorrere una vacanza doc Ironiche sfumature, linguaggi gestuali e mimiche facciali sono soltanto un’anteprima delle più comuni parole siciliane. Aquilone. Zacquariàri, zeta dolce) 1) Agitare un liquido; 2) Mescolare i numeri della tombola. Canale a pelo libero dove scorre l'acqua di irrigazione, costruito in muratura o scavato in terra. "a te! Strhascinàta) Donna di facili costumi. (Pron. Continuando a navigare nel sito, accetti il nostro utilizzo dei cookie. (Pron. Essere "a trattettu" sta per essere appostato in attesa. Posto isolato, relax totale, nessuna altra abitazione a vista. Chicchirìddhru) Ciuffetto di capelli che rimane alzato. Letteralmente "lecca-sughero". "Aviri u sdegnu d'a carni porcu", essere stomachevole; 2) Disgustoso (per un sapore). (Pron. Abbuccàri) 1) Versare da un recipiente; 2) Abbattere; 3) Inclinare, specie per le imbarcazioni: "Varca abbuccata"; 4) Cadere; 1) Gonfiare, specie ad esempio per un pezzo di mobile di legno che si gonfia a contatto con acqua; 2) Riempire di botte; 3) Riflessivo, come in italiano, abbuffarsi. Persona che non ha molta voglia di lavorare, fannullone. Sicuramente dall'inglese "Offside". Arrabbiarsi come un animale furioso, uscire fuori di senno. Patatìddhru) Ragazzo poco per bene. Cuccàrisi) Coricarsi, andare a dormire. 1) Rabbia (sentimento); 2) Rabbia, malattia degli animali. Termini dal grande valore semantico si fondono con locuzioni verbali, sciorinando curiosi modi di dire, veri cult da imparare in vacanza nell’isola. Fumèri) 1) Concime, letame; 2) Persona che prende in giro gli altri. Scopriamo i modi di dire per trascorrere una vacanza doc, magari all’interno di una casa lussuosa. Sbuthriàri) Mangiare a più non posso, senza ritegno. come il secondo significato di "sbutari". Per persona, tipo fin troppo originale o che non si fa fregare. L'addetto all'accensione dei fuochi d'artificio. Straccio per pulire per terra, strofinaccio. (Pron. 1) Rovesciare, gettare rovesciando; 2) In forma riflessiva, sdraiarsi scompostamente, stravaccarsi. Ntrìrici) Lasciare qualcuno in "tririci" significa lasciare qualcuno senza aver concluso il discorso. (Pron. Ecco un piccolo dizionario dal siciliano all’italiano, in continua espansione grazie alle vostre segnalazioni. Speciale panino soffice che si prepara per San Martino. Sthraviàri) Disporre oggetti in modo disordinato, sparso. "Butta fuoco". Forse perchè quando si ha freddo ci si restringe come se fossimo dei granchi. Anche "Assapanàtu". Cielo nuvoloso, nuvole gravide di pioggia sospinte dal vento. Spesso usato per indicare il richiamo dei venditori ambulanti. (Pron. Accurdàrisi) Accontentarsi. 1) Coagulare, diventare consistente. Pipispèzzi, zeta dolce) Peperoncino. Carratèddhru) Botte di piccole dimensioni. Sciscìa) Copricapo in lana, stile kippah ebraica, utilizzato per tenere calda la testa, specie nei "tignusi" (v.). Sballare o uscire fuori da un gioco di carte. Thrìspu) Cavalletto. Tempo meteorologico incerto, tra pioggia, sole e vento. (Pron. Rrìni) Rene. Persona che se ne sta stupidamente impalata. Taddhrarìta) 1) Pipistrello. 196/2003. Da "Attuciu". "Aviri a pisciaredda addumata". Pasto di particolare pregio e sostanza dato ai cavalli, fatto con avena, fave etc. (Pron. Come "Strummalu". Babbalùsciu) Lumaca, chiocciola. (Pron. (Pron. But where Ligurian pesto uses pine nuts, this one uses almonds, then adds juicy tomatoes on top of that. Questo sito utilizza i cookie. (Pron. Infatti "arristari alluccuto" significa restare sbalordito. Bastone. Scursunèra) 1) Granita; 2) Gelato. 1) Tipica abitazione dell'isola di Pantelleria; 2) In generale, pianterreno/scantinato abitabile, dall'arabo "dammus" (cavità, caverna). Artigiano che ripara "i lemma", i cocci di oggetti rotti, specie in terracotta. Gnàcchete) Tipica esclamazione di felicità. Tipo di pasta lunga col buco, maccheroncino. In uso a Giarre. Interazione siciliana che sta per "Aspetta un momento!". (Pron. "Ittari li banni" lett. Nelle famiglie contadine si suoleva utilizzarlo come piatto dove si consumava il cibo cotto in comune con la famiglia. Dente di grosse dimensioni. Ncarcàri) Premere, pressare, comprimere qualcosa. Sedia a due posti, spesso messa sul carretto. Lìnniri) Uovo di pidocchio, lendini. Nghiappàri) Sporcare, specialmente con qualcosa di viscido, fangoso o bagnato. (Pron. Se volete fare una ricerca efficace può aiutare provare a cercare una parola o meglio parte di essa, dato che l’ortografia dei termini varia in base al luogo in cui la parola è usata. Armaleddu sta per povero animale. 1) Cima subacquea per legare la barca; 2) Pronto. Arbarìa) Detto per il mare quando è calmissimo. (Pron. Guarda gli esempi di traduzione di Trapani nelle frasi, ascolta la pronuncia e impara la grammatica. Movimento tipico dei portatori dei gruppi dei Misteri nell'omonima processione di Trapani. (Pron. Per certi versi, come "Fruscu". Etimo spagnolo "remenar", Comodino. (Pron. (Pron. (Pron. "Fari accimperiu" significa creare caos, discorsi agitati, buttare tutto in aria, fare macelli. Persona ingenua, stupidina, inconcludente. Marinare la scuola, usato solo a Trapani. (Pron. Fùiri) Fuggire. 1) Donna di cortile, cioè donna che grida, prepotente; 2) Pettegola. 3. Cunuttàrisi) Consolarsi, darsi pace, calmarsi, confortarsi, accettare con serenità.

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